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Biologico | | Lo
studio di una selezione di cloni (entità generate da una pianta madre che
presenta caratteri peculiari propri) di viti della stessa varietà, è rivolto a
caratteristiche agronomiche ed enologiche ideali. E' fondamentale operare la
scelta partendo da vitigni di qualità, al fine di raggiungere un risultato in
uva, quindi in vino, decisamente superiore. Un esito di produzioni enologiche
di grande qualità determinato dall'insieme delle peculiarità di più cloni. Un
esempio perfetto di questo metodo è rappresentato dal cru Garnì: durante
il reimpianto operato nel 1995, furono messe a dimora barbatelle di Dolcetto di
tre differenti cloni (più precisamente il CVT CN 22 - che dà un frutto con
acini medi e consistenti dal quale si ottiene un vino di colore rosso rubino
molto intenso, tendente al violaceo e di elevata gradazione alcolica; il CVT AL
275 - con grappolo dagli acini piccoli e vino di buon corpo, con profumi
intensi e fruttati; il CVT 8 - dagli acini medio-grandi e vino intenso,
armonico con ottimo equilibrio tra alcol estratto ed acidità, con un bouquet
complesso ed elegante). Ogni clone genera grappoli con particolari
caratteristiche che andranno a produrre vini dalle peculiarità ben definite, ed
un sapiente connubio, nello stesso vigneto, tra queste differenti entità dà
origine ad un vino organoletticamente completo. L'attività di selezione è
ritenuta oggi la tappa fondamentale dell'intera filiera vitivinicola per
produrre le innovazioni necessarie allo sviluppo del settore. | Un
importante settore, in pieno sviliuppo per la Giribaldi, è la produzione di
vino biologico, progetto iniziato nel 2001 e che darà i suoi primi frutti nella
vendemmia del 2004. La sensibilità alle problematiche ambientali ed un
mercato sempre più attento all'utilizzo dei prodotti chimici nel settore
agricolo-alimentare hanno orientato questa scelta aziendale. Da oltre un
decennio la produzione biologica è riconosciuta a livello europeo. Iniziata in
Italia per volontà di alcuni contadini-filosofi, circa quarant'anni fà, è stata
regolamentata dall'Unione Europea solo nel 1991. Di certo questa tendenza è un
forte segnale che le richieste dei consumatori, oggi sempre più "degustatori",
dimostrano una grande attenzione a tutti gli aspetti qualitativi dei vini. Il
mercato estero, più esigente sulle tematiche del "biologico", sta trasformando
con una domanda sempre maggiore quello che era un prodotto di nicchia in una
realtà commerciale di proporzioni considerevoli. La Giribaldi, che esporta il
70% della sua produzione in diversi paesi dislocati in tutti i continenti, si è
quindi posta l'obbiettivo di comunicare nel mondo un'immagine dei vini,
ambasciatori della cultura delle Langhe, di alta qualità anche sostenuta da una
scelta di pregio quale il prodotto biologico. |
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