Terre di
Langa
La
strada che da Torino porta verso il mare attraverso la parte meridionale del
Piemonte, dopo aver oltrepassato il Po, si insinua nel misterioso intrigo
collinare delle Langhe. Queste sono comprese geograficamente tra le Alpi
Liguri, il Monferrato Astigiano ed il fiume Tanaro, ma i loro confini precisi
sono tutt'ora oggetto di discussione. A distanza non è sempre facile
distinguere case e paesi.
D'estate lo sguardo preferisce indugiare sulla rotondità dei contorni,
accentuata dal gonfiore vegetativo dei boschi, delle vigne, dei campi di grano.
D'inverno è la luminosità della neve che moltiplica l'effetto disorientante
delle ondulazioni oriografiche. In primavera ed in autunno sono le sottili
nebbioline, che si insinuano tra le valli, a confondere la trama dei pesanti
mammelloni collinari. Altra cosa invece è addentrarsi nel gran corpo ondulato
che svela, come dice Cesare Pavese, l'infinità di particolari con cui natura e
cultura contadina si sono fuse in un'armonia che suscita pace, rispetto,
nostalgia.
Le strade corrono sui crinali collegando cascine, castelli, paesi dove il
colore delle zolle dei campi arati ricompare nei blocchi di laterizio
utilizzati per la loro costruzione. L'infinita sequenza di forme collinari deve
le sue origini alla costituzione del terreno, che è argilloso negli strati più
alti, e marmoso-calcareo o anche decisamente sabbioso in quelli più bassi. Le
acque superficiali e meteoriche hanno appiattito le creste, dette appunto
"langhe" nel dialetto locale, e i fianchi delle colline, incidendo spesso
profondi calanchi. Si chiamavano già "langenses" gli antichi abitanti locali
appartenenti al preistorico popolo dei Liguri, i quali contrastarono a lungo la
colonizzazione romana. La storia della Langa ricalca grosso modo quella
dell'Italia. Alba e le Langhe diventarono, nell'89 a.C., una provincia Romana e
tali restarono fino alla disfatta dell'impero. In seguito la regione fu
dominata dai Visigoti, dai Longobardi, dai Franchi di Carlo Magno, finchè
all'inizio del millennio il regime feudale di Ottone I frantumò il territorio
in tanti piccoli possedimenti politicamente contrapposti. Nel 1738 le Langhe
furono annesse al Regno di Savoia.
Al di là delle vicende storiche, tuttavia, ciò che ha sempre tenuto
spiritualmente unita la gente langarola, è ciò che tuttora rappresenta nel
pensiero di chi l'ha frequentata, è la forza, la tenacia del carattere. Gli
uomini e le donne di queste terre hanno dissodato, bonificato, coltivato terre
impossibili, e con la stessa ostinazione hanno fronteggiato un allucinante
susseguirsi di calamità storiche e naturali. Sono così diventati un popolo
forte, altero, radicato in una cultura dove ogni gesto, ogni segno, ogni
pensiero rappresenta la cicatrice di una sofferenza.
La distinzione tra Alta e Bassa Langa è dovuta essenzialmente all'altezza delle
colline, che è maggiore nella zona sud orientale, ed ai conseguenti tipi di
coltura; più intensiva e specializzata in Bassa Langa (vite e cereali), più
estensiva e povera nell'Alta (noccioleti, castagneti, boschi e pascoli). E,
proprio nella parte centrale della Bassa Langa, troviamo Rodello, l'anima e la
mente della produzione dell'"Azienda Mario Giribaldi".